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Avvenimenti storici più significativi e della storia della comunità dalle origini ai giorni nostri

Feudo ecclesiastico dipendente dalla diocesi di Torino in forza di un atto del 998 d.C., Rossana mantenne formalmente tale qualifica sino allo scoppio della Rivoluzione Francese (ed invero alla marcata accentuazione del regime feudale, protrattosi per secoli, corrispose la compressione di qualsiasi possibilit di libera vita comunale, le cui manifestazioni si concreteranno assai tardivamente, e comunque sotto la vigile tutela del castellano, quando altrove, da tempo, i paesi si reggevano a Comune con le proprie, consolidate, autonomie).

Nel 1155 il feudo veniva concesso a Guglielmo del Vasto, tedesco marchese di Busca, i cui discendenti ne terranno la signoria fino agli albori del trecento, con alterne vicende di maggiore indipendenza o con un pi stretto legame nei confronti dei marchesi di Saluzzo, interessati al controllo del sito per la sua decisiva posizione geografica di passaggio obbligato tra le le valli del Maira e del Varaita.

La protezione politica e militare di Saluzzo importava, tra il duecento ed il trecento, il coinvolgimento del paese nelle turbolente e travagliate vicende del Marchesato, facendo di Rossana, terra di confine ed estremo avamposto saluzzese, oggetto di scorrerie ed invasioni.

Si susseguirono una serie di Signori che lo abitarono, a parte l’intermezzo del guascone Archibald (Arcibaldo ) di Abzac che si impadronì verso il 1450 del Castello che trasformò in avamposto per le scorribande nella pianura cuneese.

Ai del Vasto (estintisi in Rossana attorno al 1317) i vescovi di Torino sostituirono, tra il XIV ed il XVIII secolo, atre famiglie: i Mazucco da Melle, i Cervere, i Ricciardino da Savigliano, i Romagnano, i Bernezzo, i Gazelli de Selve.

Tra il XIV ed il XV secolo loccupazione della valle di Rossana da parte delle truppe del duca di Savoia sottraeva definitivamente il feudo allorbita politica del Marchesato di Saluzzo, legandone le sorti alle alterne fortune del Ducato in terra piemontese, sino alla ricostruzione dello stato sabaudo, a seguito della pace di Caveau-Cambresis, sotto Emanuele Filiberto.

Da allora la storia di Rossana coincide, sostanzialmente, con quella del consolidamento e della espansione del Ducato di Savoia (poi Regno di Sardegna) sino alla Rivoluzione Francese, alla Restaurazione, per giungere infine allUnit dItalia.

Lultimo signore di Rossana fu Luigi Gazelli, nominato Conte nel 1772 dal Re Carlo Emanuele III di Savoia. Fra i discendenti di questa famiglia spicca Paola Ruffo di Calabria, divenuta Regina del Belgio nel 1993.

Il Novecento rossanese legato soprattutto agli avvenimenti bellici che hanno visto coinvolta lItalia. Pesante, in termini di vite umane, il contributo pagato da Rossana alla Patria: 20 caduti nella Prima Guerra Mondiale e 36 in totale i caduti nella Guerra del 1940 1945.

Anche la popolazione civile stata fortemente provata durante la Seconda Guerra Mondiale quando, il 12 luglio 1944 il paese stato dato alle fiamme, per rappresaglia, dallesercito tedesco: 69 le case incendiate, il paese distrutto.

La ricostruzione post-bellica prima e le trasformazioni sociali poi hanno cambiato il paese negli ultimi decenni da realt prevalentemente agricola a sede di numerose industrie.

 

Lo stemma comunale

Lo stemma di Rossana, dipinto sul fronte dell’ala comunale, è scudo troncato d’argento e rosso, con la R romana d’oro posta a cavallo dei due campi.

Sostiene il Savio, nella sua opera “Rossana ossia il passato di un villaggio prealpino” che lo stemma, senza la R, sia l’antica originaria arma dei marchesi di Busca.

 

Origine del nome del Comune
Il nome di Rossana trae origine, con ogni probabilit, dall’ aggettivo ROSCIANUS o ROSSIANUS desunto dal nome gentilizio ROSCIUS o ROXIUS riferibile, questultimo, ad un cittadino romano appartenente alla gente Roscia a cui venne concesso (attorno al II secolo a.C. quando Roma occup buona parte dei territori compresi nellarea del Piemonte Sud-Occidentale gi abitati dai Liguro-Celti) il fondo su cui in seguito sarebbe sorto il paese. Dallaggettivo con desinenza maschile (FONDUS ROSCIANUS, AGER ROSCIANUS) si pass quasi certamente alla declinazione al femminile, in riferimento al sostantivo (femminile) Villa o Cohors Rosciana.

Epoca di fondazione
E data per certa dagli storici lesistenza di un centro di abitazioni fin dallepoca romana, come confermato dal ritrovamento, in regione Bracalla, presso il casale Barbero, di una iscrizione trilinea romana ora murata presso il Palazzo Garro, ex sede del Municipio.

Tuttavia, sostiene C.F. Savio nella sua opera Rossana ossia il passato di un villaggio prealpino che insediamenti abitativi, miseri casolari, tuguri fatti di pietra di scavo coperti di paglia, baite e benne (abitazioni tipiche dei Bagienni) erano presenti in tempi ancora pi antichi. I Bagienni erano una trib di origine ligure, che si estendeva dal Rodano al Ticino abbracciando la Provenza ed il Piemonte; ci spiega la somiglianza del linguaggio parlato dal popolo in queste regioni al di qua e al di l delle Alpi. Bagienni devono essere stati gli indigeni della conca di Rossana ai tempi della conquista romana.
 

Istituzione del Comune
Mancando una documentazione darchivio non si pu precisare una data, ma, come organismo giuridico con proprie leggi, assai tardi.

Gli Statuti di Rossana giunti fino a noi non sono altro che una racolta di deliberazioni emanate in tempi diversi dal consiglio comunale e che Giovanni Francesco Porporato, per incarico del comune, riun in un unico fascicolo.

Gli Statuti di Rossana sono stati redatti nel 1534 e confermati dal vescovo di Torino, ma, per i riferimenti contenuti in vari articoli, si pu dedurre che siano stati scritti alla fine del trecento.

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